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Fodero
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Il mwdafodero è il contenitore atto al trasporto fisico di un'mwdqarma bianca manesca, solitamente mwdgcoltello, mwdwpugnale o mweaspada.

Nel corso della storia, è stato realizzato con materiale di vario genere: mweglegno, mwewcuoio, mwfametallo (mwfqferro, mwfgacciaio, mwfwbronzo, mwgaottone ecc.) ed oggi mwgqplastica e suoi derivati. Ha due funzioni principali: protezione (garantire una corretta conservazione della mwgglama ed, al contempo, l'incolumità di chi la utilizza) e sostegno (assicurare l'arma ad una mwgwcintura). Generalmente, lascia scoperta l'mwhaelsa dell'armacite-ref-1[1] e può disporre o meno di un sistema di fermo (solitamente lacci) per non far scivolare la lama all'esterno involontariamente.

Sontuosamente decorato nel caso di mwigarmi di rappresentanza o nel contesto di culture guerriere (mwiwCelti, mwjaAntichi romani, ecc.) attribuenti particolare importanza all'ostentazione del lusso tramite abbellimento delle armi portate in battaglia, il fodero divenne in alcuni casi una vera e propria opera d'arte poi esposta al pubblico o utilizzata per decorare le pareti delle residenze mwjqnobili.

Contents

Storia
Europa
Note

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Storia

Il cruciale momento di passaggio dalla custodia in mwxwpellame o mwyatessuto del mwyqcoltello preistorico al fodero vero e proprio coincise con l'invenzione della mwygspada durante l'mwywEtà del Bronzo. La scarsità dei dati mwzaarcheologici in nostro possesso non ci permette però di asserire con sicurezza quale tipo di fodero fosse utilizzato dai soldati militanti nei primi eserciti professionisti delle antiche civiltà (mwzqSumeri, mwzgEgizi, mwzwIttiti ecc.).

L'opinione comunque diffusa è che il guerriero, membro di una compagine sociale sollevatasi dalle più primitive barbarie, abbia subito fatto della sua arma e, conseguentemente, del contenitore atto a trasportarla un manufatto il più funzionale ed artisticamente pregiato possibile:

«From the use of arms, also, arose the rudimentary arts of savage man.»

(Burton, Richard (1884), The Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus, p. 15.)

Europa

Nell'mwbaAntica Grecia, lo mwbqmwbgxiphos, arma dell'mwbwoplita, era custodita in un fodero di mwcalegno chiuso all'imboccatura da una ghiera di metallo ed adornato da un mwcqpuntale più o meno decorato.

Cruciali, nella storia del fodero della spada occidentale, si rivelarono i secoli dell'mwcwEtà del Ferro.

A partire dalla mwdqCultura di Hallstatt (mwdgIX-mwdwVI secolo a.C.), i foderi delle prime mweadaghe in mweqferro iniziarono ad essere realizzati con due lamine di metallo ripiegate e sontuosamente decorate. Il successivo diffondersi per l'mwegEuropa continentale della mwewCultura di La Tène, promossa dalle migrazioni dei mwfaCelti (mwfqV secolo a.C.), sparse capillarmente l'uso del fodero in metallo (solitamente bronzo) per le mwfgspade, facendone una prassi standardizzata nel mwfwIII secolo a.C. Questi foderi metallici, con imboccatura sagomata in funzione della foggia dell'mwgaelsa della spada ed atti ormai a contenere spade dalla lama sempre più lunga (circa 80mwgq cm per la Spada tp "La Tène D"), veniva assicurati alla destra del corpo del guerrierocite-ref-2[2] tramite una catena di ferro o bronzocite-ref-3[3] che correva trasversalmente sul busto, appoggiandosi alla spalla sinistra. Molto rari ma comunque confermati dalle testimonianze i casi di foderi per la spada lunga celtica portati di traverso sulla schienacite-ref-4[4].

Dai Celti, la passione per i foderi in metallo decorati a sbalzo o con incisioni passò agli mwjwantichi romani. Il fodero destinato ad accogliere il mwkamwkqgladius (mwkgvagina in mwkwlatino), fosse esso realizzato o no interamente in metallo (bronzo), presentava sempre delle placche metalliche decorate sulla sua superficie. La costituzione dell'mwlaImpero romano ed i suoi secolari contatti e scontri con realtà politico-culturali molto lontane dal mwlqbacino del Mediterraneo (mwlgImpero sasanide, mwlwImpero cinese ecc.), diffusero tra i soldati europei al soldo di mwmaRoma migliorie quali il fodero fissato alla cintura, non più a tracolla come valso nell'Antichità, prima direttamente e poi tramite due punti di sospensione su modello sasanide. Parallelamente, venne meno la tradizione antica di realizzare i foderi interamente in metallo, in favore di manufatti in legno, per armare l'imponente mwmqesercito romano imperiale. L'apparato decorativo delle spade brandite dagli ufficiali e dalla nobiltà imperiale furono comunque sempre opulento, su modello orientalecite-ref-5[5]

Nel corso del mwnwmwoaMedioevo (mwoqVI-mwogXV secolo) il continuo avvicendarsi di cavalleria e fanteria quale forza preponderante nel decidere l'esito delle battaglie plasmò una casta guerriera, i mwowmwpamilites, dalle competenze variegate (mischie, assedi, operazioni anfibie ecc.), la cui arma d'elezione era la spada a lama lunga e diritta, con guardia cruciforme. Il fodero di queste armi era in legno, impreziosito all'esterno da una copertura in mwpqcuoio o tessuto pregiato (es. mwpgvelluto), irrobustito in prossimità dell'imboccatura e nella parte terminale da cappe di metallo, con anelli di sospensione (da due a sei) per regolare la postura dell'arma perpendicolarmente o parallelamente alle gambe del guerriero a seconda della necessitàcite-ref-6[6].

Con l'aprirsi dell'mwraEvo Moderno ed i continui scontri, religiosi o politici, che infiammarono l'Europa dal mwrqXV al mwrgXVII secolo, il bisogno di armare eserciti sempre più numerosi spinse fortemente in favore di foderi per la spada realizzati in materiale facilmente reperibile. La mwrwmwsakatzbalger, arma tipica dei mwsqlanzichenecchi tedeschi, a titolo di esempio, sarebbe stata, secondo la tradizione, realizzata con pelliccia di mwsgfelino domestico. Il soldato di professione, a seconda della truppa di appartenenza, collocava il fodero dell'arma per garantirsi meno impaccio possibile. I fantaccini tornarono ad assicurare la spada (mwswstriscia o mwtaspadona da fante) ad un mwtqbalteo portato diagonalmente al corpo, sistemando l'arma ora al fianco ora sui lombi. I cavalieri presero l'abitudine di assicurare la spada alla sella: gli mwtgussari alati di Polonia portavano riposto sotto la sella, l'impugnatura spuntante all'altezza del ginocchio del cavaliere montato, sia il loro pesante mwtwcostoliere, la mwuamwuqpalash, che lo mwugstocco, il mwuwmwvakoncerz. Il fodero assicurato direttamente al cinturone restò comunque in uso, specialmente tra gli spadaccini professionisti in ambito civile (es. il mwvqmwvgbravo italo-spagnolo).

L'uso del fodero interamente in metallo tornò in voga nel corso del mwwaXVIII secolo nel periodo cioè in cui il soldato di linea smise di portare la spada, affidandosi alla mwwqbaionetta inastata sulla canna del mwwgmoschetto, e la possibilità, per i civili, di portare armi si ridusse enormemente. La spada, precipua dell'ufficiale, e la mwwwsciabola del soldato di cavalleria, prodotte in numero minore rispetto al secolo precedente, poterono tornare ad essere custodite e trasportate in robusti contenitori di ferro o acciaio.

Medio Oriente

Le regioni medio-orientali del continente euroasiatico, caratterizzate dalla presenza di vaste pianure, furono per secoli culla di civiltà i cui eserciti ebbero sempre come nerbo fondamentale le forze di mwxgcavalleria. Conseguentemente, in quelle contrade, la storia delle armi da taglio e dei contenitori atti a trasportarle/proteggerle fu sempre improntata alla ricerca di accorgimenti in grado di garantire miglior agio ed efficienza bellica al guerriero montato in mwxwsella più che al fantaccino. Parimenti, una volta smontato da cavallo per calcare i tappeti della sua tenda o le vie strette delle popolose città levantine, il cavaliere ostentava armi da taglio a lama corta (pugnali, daghe e coltellacci) il cui fodero sontuosamente lavorato ne denotava il prestigio ed il potere.
Terra priva di legnami pregiati, il Medio Oriente non produsse mai, come invece fece l'mwyqEstremo Oriente, foderi di semplice legno.

La mwywmwzaPersia dei mwzqSasanidi fu il luogo di nascita del fodero a due punti di sospensione, assicurato cioè da due linguette/fettucce alla cintura, per i reparti scelti della mwzgcavalleria pesante, i mwzwclibanarii mw0acatafratti. Quest'innovazione, poi diffusasi sia in Europa che in Estremo Oriente, garantì al cavaliere miglior controllo sull'arma inguainata durante la carica.
Durante il mw0gMedioevo, il dominio sulla Persia dei mw0wturchi selgiuchidi vi diffuse il gusto di quelle popolazioni nomadi per le armi ed foderi non più decorati con lamine di prezioso metallo massiccio bensì con metodi sì più economici ma incredibilmente laboriosi come il mw1amw1qkoftgari o l'mw1gagemina.

Nella mw2amw2qPenisola arabica, il pugnale mw2gmw2wjambiya, mw3amw3qstatus symbol del capo-tribù, aveva spesso un fodero imponente, lungo quasi il doppio della lama che doveva custodire, piegato ad angolo acuto e con un'estremità conica che risaliva fino al livello dell'imboccatura. Realizzato in legno e ricoperto di cuoio marocchino fasciato da cappe di lamina metallica (spesso argento), veniva portato fissato stabilmente al cinturone.

Lmw4a'mw4qmw4gImpero ottomano, multi-etnica realtà sociopolitica musulmana che dominò per secoli le terre dalla ex-mw4wJugoslavia alla Persia, produsse una gran quantità di armi da taglio e di foderi atti a trasportale: foderi solidi e pratici, di legno, sontuosamente decorati da lamine di metallo pregiato, incrostate di preziosi.
Il fodero del mw5qmw5gkilij, la mw5wscimitarra simbolo dei mw6aturchi ottomani, presentava all'imboccatura una scanalatura (mw6qBalçak oyuğu) atta a contenere la linguetta che si protendeva dal corpo centrale scudato della guardia (mw6gBalçak) ed aveva sempre le estremità coperte da cappe di metallo più o meno pregiato (mw6wAğızlık per l'estremità superiore, mw7aÇamurluk per l'estremità inferiore). Era assicurato alla cintura da due anelli di sospensione (mw7qTaşıma halkası) su modello sasanide.
Lo mw7wmw8ayatagan, corta spada ricurva tagliente sul lato concavo della lama, altra arma tipica degli ottomani, era invece custodito in un fodero fissato stabilmente al cinturone da un passente posteriore.

Estremo Oriente

In mw8wmw9aIndia l'influenza culturale esercitata dai mongoli, dai turchi e dagli arabi favorì la diffusione di molte armi comuni al normale bacino culturale musulmano. Il persistere però di un forte realtà socio-culturale industana portò alla convivenza di armi molto diverse tra loro, i cui foderi erano spesso chiamati a scopi lontani dal normale utilizzo.
La mw9gmw9wkhanda, spada a lama diritta tipica del mw-aRajput, aveva fodero in legno coperto di pelle e metallo la cui estremità inferiore era però chiusa da un solido puntale in metallo poiché la spada era, pare, portata inguainata a mano ed utilizzata come bastone da passeggio dai notabili del regnocite-ref-7[7].
Il mw-gmw-wkatar, massiccia daga-da-spinta del Rajput, aveva solitamente fodero in legno coperto di pelle, stoffa e metallo, più raremente in solo metallo, assicurato al cinturone da un passante.
Il fodero del mwaqemwaqitalwar, variante indiana della scimitarra mediata dalla mwaqmmwaqqshamshir persiana, mancava spesso del doppio anello d'aggancio tipico invece della spada sasanide e del mwaqukilij.

In mwaqcmwaqgCina, sin dai tempi antichi, la spada veniva riposta in un fodero in legno poi impreziosito da stoffa, cuoio, metallo, preziosi, ecc. Particolarmente apprezzata, nella decorazione di armi e foderi, era la mwaqktartarugacite-ref-8[8].

In mwaq8mwaraGiappone, nonostante la secolare presenza di una casta guerriera (mwaremwaribushi) di spadaccini che per secoli monopolizzò la vita sociopolitica del paese, la scarsità di metallo spinse sempre in favore di foderi in legno di mwarmmagnolia laccato, al massimo decorati da parti in metallo (mwarqkojiri) all'estremità inferiore. I dati relativi alle armi bianche manesche arcaiche, mwarujōkotō, sono troppo scarsi per permettere di formulare ipotesi significative sul tipo di fodero utilizzato per conservarle e trasportarle. Durante i periodo mwaryfeudale, le spade in uso alle forze di mwarccavalleria, mwargmwarktachi, venivano portate in foderi con il lato convesso rivolto verso il basso, solitamente assicurati alla cintura (mwaroobi – 帯) da una fettuccina di mwarscotone elastico (mwarwsageo – 下緒). Nel modello successivo di spada, il mwar0mwar4katana, il fodero (mwar8mwasasaya - 鞘) era invece infilato direttamente nella cintura e portato con il lato convesso rivolto verso l'alto, onde favorire l'estrazione della spadacite-ref-9[9]. Particolari tipi di spada (mwasumwasynodachi) o di spadaccino (mwascmwasgninja) prevedevano la collocazione del fodero non più alla vita ma di traverso sulla schiena.
Caratteristica peculiare del Sol Levante fu lo sviluppo di una specifica mwasoarte marziale deputata allo studio ed al perfezionamento delle tecniche di estrazione della spada dal fodero: lo mwassmwaswIaidō.

In mwas4mwas8Korea, il fodero della spada mwatageomjip, era solitamente realizzato in legno laccato.

In mwatimwatmIndocina, la spada (mwatqdha) non presenta quasi mai né guardia né elsa. Il fodero e l'impugnatura, entrambi realizzati in legno, sviluppano quasi sempre con soluzione di continuità il medesimo apparato decorativo (copertura in pelle, cappa metallica ecc.).

Nelle primitive culture guerriere dell'mwatcIndonesia (es. i cacciatori-di-teste mwatgDaiachi), il fodero della spada (es. mwatkmwatomandau) era solitamente di legno, riccamente decorato con pelli, tessuto e penne policrome. Il pugnale mwatsmwatwkriss, arma accomunante tutte le culture dell'arcipelago indonesiano, ha invece quasi sempre fodero "povero", in semplice legno, largo e slavato in prossimità dell'imboccatura.

Americhe

Presso la totalità delle mwat8civiltà precolombiane, l'assenza del metallo nella realizzazione di armi manesche da una parte stroncò l'evoluzione dal pugnale di selce alla spada e dall'altra relegò il fodero a contenitore per il trasporto di armi dalla lama molto contenuta, quanto a dimensioni. Solitamente realizzato in pelle o in tessuto vegetale, il fodero era riccamente ornato da perline, penne variopinte, preziosi (fondamentalmente mwauagiada e mwaueturchese) o piccole lamine metalliche (rame, bronzo o oro).

Uso odierno

Nel teatro bellico moderno, dominato dalle mwauqarmi da fuoco, l'uso di armi bianche manesche si riduce al solo coltello/pugnale, la cui presenza nell'equipaggiamento delle mwauuforze armate sopperisce a bisogni specifici (coltelli da combattimento per truppe d'élite, mwauybaionette per i mwaucfucilieri) o pratico-quotidiani (mwaugcoltello da sopravvivenza). I foderi per il trasporto di queste armi sono realizzati con materiali sintetici (mwaukplastica e/o derivati) il cui sviluppo mira a garantire solidità, limitato ingombro e leggerezza. Il bisogno di garantire la maggior mobilità possibile al trasportatore, ha spinto alla realizzazione di foderi applicabili a diverse zone del corpo (coscia, polpaccio, avambraccio, petto) tramite un complesso sistema di lacci, fettucce e passanti.

In ambito civile, l'uso di utensili a lama ricorre in campo hobbistico (mwauscoltello da sub, mwauwcoltello da caccia ecc.) ed in alcuni settori lavorativi (es. mwau0macelleria). I foderi per i coltelli d'uso subacqueo hanno notevolmente incentivato e beneficiato degli sviluppi occorsi ai foderi per coltelli d'uso militare. I coltelli da caccia vengono invece solitamente assicurati alla cintura tramite un apposito passante alla sommità del fodero. Per il trasporto civile di coltelli da lavoro (es. coltello da macellaio), la normativa legale della maggior parte dei paesi impone il ricorso a guaine in plastica che coprano interamente la lama onde garantire l'incolumità del trasportatore e delle persone con le quali può o deve entrare in contatto.

Note

cite-note-11. Una interessante variazione al modello "canonico" di fodero è la custodia in mwavqcuoio del mwavumwavypuukko, il "coltello da foresta" della mwavcScandinavia. L'arma in questione viene integralmente coperta dal fodero che lascia esposto solo il pomolo dell'impugnatura.
cite-note-22. mwavsStrabone, mwavwmwav0Geografia - IV, 4, 3mwav4 : L'armamento [dei Celti] è proporzionato alla grande taglia dei loro corpi: consiste in una lunga spada che sospendono al fianco destro [...]
cite-note-33. mwawiVitali, Daniele (1988), mwawmElmi di ferro e cinturoni a catenamwawq : nuove proposte per l'archeologia dei Celti in Italia, in mwawuJahrbuch des Romisch-Germanischen Zentralmuseums Mainz, Mainz, Romisch-Germanisches Zentralmuseum, pp. 239-284.
cite-note-44. Cunliffe, Barry W. (1997), mwawkThe ancient Celts, Oxford University Press, ISBN 0-19-815010-5, p. 94mwaws : mwawwAmong the mwaw0Parisii of mwaw4Yorkshire, for example, the sword was sometimes worn across the back and therefore had to be drawn over the shoulder from behind the head.
cite-note-55. Il mwaxifilosofo e mwaxmpolitico romano mwaxqLucio Anneo Seneca (mwaxu4-mwaxy65), ammonendo il protetto Lucillo, gli ricorda che "gladium bonum dices non cui auratus est balteus nec cuius vagina gemmis distinguitur"="Non si definisce buona una spada che ha balteo in oro e fodero tempestato di gemme" (mwaxcmwaxgEpistulae morales ad Lucilium, n. LXXV, 14), esortandolo a guardare oltre lo sfolgorio del lusso.
cite-note-66. Utilissimo in questo senso l'mwaxwarchetipo costituito dalla mwax0spada lunga rinvenuta nella tomba di mwax4Cangrande I della Scala a mwax8Verona.
cite-note-77. Holstein, P. (1931), mwaymContribution à l'étude des armes orientales inde et archipel malais, Parigi, Editions Albert Lévy, v. I, mwayqpassim.
cite-note-88. Dondi, Giorgio (2001), mwaygGli splendidi acciaimwayk : nota tecnica, in Venturoli, Paolo [a cura di] (2001), mwayoFerro, oro, pietre preziosemways : le armi orientali dell'Armeria Reale di Torino, Torino-Londra, Umberto Allemandi & C., ISBN 88-422-1071-4, p. 29.
cite-note-99. Gordon, Wagner (1982) [e] Donn, Draeger, mwazaJapanese swords-manship, techique and practice, New York-Tokyo, John Weatherhill inc., ISBN 0-8348-0146-9.

Bibliografia

• mwazuBurton, Richard (1884), mwazyThe Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus mwazcThe Book of the Sword by Richard Francis Burton.
• Holstein, P. (1931), mwazkContribution à l'étude des armes orientales, Parigi, Editions Albert Lévy.
• Stone, George Cameron (1999) e La Rocca, Donald J., mwazsA Glossary of the Construction, Decoration and Use of Arms and Armor: in All Countries and in All Times, Dover, I-SBN 978-0-486-40726-5.
• Venturoli, Paolo [a cura di] (2001), mwaz0Ferro, oro, pietre preziosemwaz4 : le armi orientali dell'Armeria Reale di Torino, Torino-Londra, Umberto Allemandi & C., ISBN 88-422-1071-4.

Voci correlate

• mwaamFondina, equivalente del fodero per le mwaaqarmi da fuoco portatili (mwaaupistola e mwaayrivoltella);
• mwaagmwaakIaidō, mwaaoarte marziale giapponese deputata alle tecniche di estrazione della spada mwaasmwaawkatana dal fodero.

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